
Confessions II
Madonna
3 luglio
Parlandone con Interview Madonna l’ha messa giù così: «Ho contattato Stuart Price», ovvero il produttore del primo Confessions on a Dance Floor, «perché pensavo che il mondo stesse attraversando un periodo buio e che la gente avesse bisogno di ballare». Sono perciò partiti riascoltando il primo volume e costruendo il disco attorno all’idea del club come «luogo dove non servono parole per esprimere quel che provi, dove ti connetti alla musica e vivi un’esperienza extracorporea o entri in un sogno febbrile». Se ancora non avete visto Confessions II – The Movie, è a questo link.

Role Model Hermit
Mary in the Junkyard
3 luglio
Tra gli emergenti da tenere d’occhio c’è questo trio inglese che ha aperto i concerti delle Wet Leg e la cui musica è stata descritta generosamente come un incrocio fra quella di PJ Harvey e quella Radiohead. Dicono che le loro favole sonore dark sono pensate per essere «un luogo in cui perdersi, una foresta o una grotta dove rifugiarsi per riposarsi e riprendere le forze». Quattro le canzoni uscite finora, tra cui Candelabra.

Visitor
Sienna Spiro
3 luglio
Per Ryan Tedder è addirittura «la miglior voce che abbia sentito da Adele», esagerato. Di sicuro lo stile pop neo-classico della cantante inglese sembra essere tornato di moda e magari avete sentito la sua Material Lover nella colonna sonora del Diavolo veste Prada 2. «Ho sempre avuto una forte consapevolezza della transitorietà delle cose», dice lei. «Spero di aiutare le persone che ascolteranno il disco a trovare un po’ di conforto nel fatto che ogni cosa è provvisoria. Non dobbiamo sempre affrettarci a lasciar andare: possiamo dare importanza alle cose senza che debbano necessariamente durare nel tempo».

Splat!
Deep Purple
3 luglio
«I Deep Purple di oggi somigliano molto a una versione attuale dei Deep Purple degli anni ’70», assicura Ian Gillan a proposito di Splat!, album prodotto da Bob Ezrin. «La nuova musica è in linea con Highway Star, Smoke on the Water, Lazy, ha le stesse dinamiche, lo stesso equilibrio e lo stesso divertimento di quello che scrivevamo tra il ’69 e il ’73». Certo Arrogant Boy, Diablo o l’ultima Guilt Trippin’ non possono avere la stessa forza (e neanche la stessa line-up) dei Deep Purple classici, ma lo spirito è quello giusto.

Frozen Charlotte
Jack White
10 luglio
Una sorta di sequel di No Name, suonato con la band con cui Jack White si esibisce dal vivo, Patrick Keeler alla batteria, Dominic Davis al basso e Bobby Emmett alle tastiere. Il titolo è lo stesso di una serie di sculture del musicista esposte nella sua prima mostra a Londra chiamata Jack White: These Thoughts May Disappear tra cui quella formata da uno shaker a forma di teschio blu al posto della testa di una piccola scultura di un marinaio risalente agli anni ’40. Tre i pezzi che si sono sentiti finora: Dollar Bill, Derecho Demonico e G.O.D. and the Broken Ribs da cui è presa l’espressione “frozen Charlotte” che indica le bamboline dell’Ottocento per lo più in porcellana spesso svestite che servivano da ammonimento ai bambini affinché si coprissero in bene in inverno.

Foreign Tongues
Rolling Stones
10 luglio
Tra Hackney Diamonds e il precedente album di inediti A Bigger Bang erano passati 18 anni. Tra Hackney Diamonds e Foreign Tongues solo tre. Rinvigoriti nonostante i problemi di salute di Keith Richards che hanno (forse) posto fine ai grandi tour della band e affiancato da Andrew Watt che li ha aiutati a ritrovare il proprio sound senza accedere in concessione al pop, i Rolling Stones fanno sé stessi in un disco nei cui testi c’è un po’ più politica del solito e tanta voglia di esserci. Due le cover: Beautiful Delilah è la chiusura di un cerchio, You Know I’m No Good di Amy Winehouse una sorpresa. A questo link la recensione.

Count Your Blessings Repented
Bring Me the Horizon
10 luglio
I Bring Me the Horizon un po’ come i Placebo: per l’anniversario del loro album di debutto (ventennale per gli americani, trentennale per gli inglesi) lo hanno ri-registrato, aggiungendo un’undicesima traccia intitolata Dehumanized. Come suonano i rifacimenti? Qui c’è la “nuova” Black & Blue.

A ? of When
Panda Bear & Sonic Boom
10 luglio
È il secondo album della coppia, che lo introduce così: «Il cambiamento. Emozionante e spaventoso allo stesso tempo. I piccoli scivoloni e i grandi sconvolgimenti. Alti e bassi causati dalla distrazione della connettività. L’AI slop diventa AI slope. Le tabelle algoritmiche e gli algoritmi vanno in tilt. Stiamo uscendo dai sentieri battuti. Più rock’n roll che clic e scroll… Da questo momento in poi torniamo a un luogo di vera connessione e, come avrete notato dal nostro nuovo 7” Graveyard / Lucky Charm (disponibile solo nei negozi di dischi), niente streaming, niente video e una riduzione al minimo di tutto ciò che è online. D’ora in poi punteremo sulla radio, sui concerti dal vivo, sugli listening party, sui Q&A e sulle interazioni nella vita reale per tornare in un luogo che riteniamo abbia più senso. A tal fine, vi chiediamo di unirvi a noi offline, al di fuori dei social media. Di incontrarci nel mondo reale. IRL, non URL».

Loveland
Suki Waterhouse
10 luglio
«Scrivere Loveland è stato un modo di ritrovare me stessa», ha scritto la cantautrice e attrice Suki Waterhouse sui social. «Volevo capire chi stessi diventando mentre realizzavo il disco. Tutte le emozioni che ho provato sembravano una montagna russa: vincere, perdere, desiderare, scegliere, ricominciare. Così ho deciso di trasformare tutto questo in un gioco». E ancora: l’album «è nato nello spazio che separa chi ero da chi sto diventando. Una parte di me desidera ancora ardentemente l’ebbrezza del romanticismo, l’illusione, la sensazione di lasciarsi trasportare. Un’altra parte, invece, cerca qualcosa di più tranquillo, qualcosa che possa durare nel tempo. Qualcosa di vero». In pratica? Ecco Back in Love, When I Get Drunk (I Want You Boy) e Tiny Raisin.
New Avatar
Kelela
10 luglio
«Non voglio che la musica distragga da ciò che sta realmente accadendo nel mondo, voglio che abbia un senso in questo momento folle, aiutando al contempo le persone a entrare in contatto con la bellezza e la gioia». Così Kelela ha presentato New Avatar che musicalmente dovrebbe mettere in connessione il modo di far musica delle origini, quando Kelela scriveva le prime canzoni nella scena indie di Washington D.C., con la produzione elettronica successiva. Il 31 ottobre al C2C di Torino.

In the Hour of Chaos
Allison Russell
10 luglio
«Più che il terzo “album da solista”, è più simile alla colonna sonora di un’opera musicale ancora da scrivere». In pratica, è un disco di duetti da una cantante grande e sottovalutata (ascoltate Outside Child) con dietro un’idea di comunità, «di cui abbiamo bisogno più che mai, anche se troppo spesso erigiamo barriere interiori e ci allontaniamo sempre di più gli uni dagli altri. Persino da coloro che amiamo di più». Tra le ospiti, Norah Jones, Ruby Amanfu, Brittney Spencer, Sara Watkins, Kara Jackson.

Million Dollar Babe
Anna
10 luglio
È stato anticipato da White Girl Wasted, «un brano che amerei sentire quando entro in un club a divertirmi con gli amici. È energia pura, voglia di lasciar andare, di divertirsi, di essere sé stessi». Il pezzo, dice Anna, «è il primo tassello di un grande progetto che è l’album. Ci lavoro ormai da due anni, sono stata in studio sia negli Stati Uniti, sia in Italia. Sono molto orgogliosa di questo disco che rappresenta per me una vera e propria evoluzione». Nei palazzetti a novembre e dicembre.

Daughter from Hell
Gracie Abrams
17 luglio
Non si sa granché del disco prodotto e scritto con Aaron Dessner con foto di rito di fronte al Long Pond, a parte il primo singolo giù uscito Hit the Wall. C’è un pezzo, What If It’s Right?, con Marcus Mumford e canzoni già presentate dal vivo come Death Wish, Minibar, Men Like You, Cold Goodbyes. Lei ovviamente è orgogliosa del disco, come da post di rito: «È senza dubbio la musica che preferisco tra tutte quelle che ho realizzato finora, e mi sento molto legata ad essa. Apprezzo moltissimo il fatto che questi album siano delle capsule del tempo che riflettono dove mi trovo nella mia vita in un determinato momento e in questo momento mi sembra che rispecchi chi sono».

Oh Yeah?
Steve Lacy
17 luglio
Annunciato l’anno scorso con una cover di Rolling Stone US, con una copertina scattata da Gus Van Sant, è annunciato come un disco più personale e pensato di Gemini Rights. «Quando ho iniziato a fare roba o a produrre cose su Internet, facevo il beat, poi un ritornello e quindi lo facevo uscire e basta. Ho lavorato così per un po’, quindi i testi sono sempre stati una cosa secondaria. Pensavo: se il beat spacca, se la linea di basso spacca, se gli accordi spaccano, cos’altro serve?».

Different When It’s Silent
Tricky
17 luglio
È il primo album a nome del solo Tricky sei anni e la ragione è molto seria: nel 2019 è morta la figlia. Da quando è successo «a essere sincero voglio fare cose e lavorare, ma è cambiato il rapporto con la stampa, stare davanti alle telecamere. Non sono mai stato una popstar nel vero senso del termine, ma la sua morte mi ha fatto desiderare ancora di più di stare dietro le quinte». Fall to Pieces del 2020 era il suo modo di «tirare fuori tutto quel dolore», in seguito gli è mancata la motivazione per fare un suo album e si è dedicato a progetti paralleli. Motivazione che ha ritrovato nel 2025 quando il suo nuovo manager, il celebre Alan McGee, ha sentito i brani su cui stava lavorando. «Mi fa: “Amico, questo è un album di Tricky. È la cosa migliore dai tempi di Maxinquaye. Deve assolutamente uscire come un album di Tricky”».

You’re Gonna Need a Little Music
Yard Act
17 luglio
Prodotto con Justin Meldal-Johnsen, registrato tra Los Angeles e la loro Leeds e anticipato dal singolo Redeemer, è annunciato come il primo album che il gruppo ha registrato stando assieme in studio. «Parla di come l’individualismo ci ha portato, nel mondo moderno, a chiederci se esista ancora una realtà condivisa, dato che ormai ognuno crede semplicemente a ciò che vuole».

Act III
Kasabian
17 luglio
«Parla della sindrome dell’impostore non come di una debolezza, ma come del segno che sei sul punto di realizzare qualcosa di vero. È quella sensazione che si prova prima di salire sul palco, quando le luci si abbassano ed è ora o mai più». Così Serge Pizzorno ha descritto il singolo Great Pretender, secondo estratto dopo Hippie Sunshine da Act III, che nonostante il titolo è il nono album del gruppo.

Goin’ Local
Lenny Kaye
17 luglio
Debuttare a 79 anni. Ci sta se sei Lenny Kaye, chitarrista del gruppo di Patti Smith, ex giornalista musicale, archeologo rock che con la super raccolta Nuggets ha fatto conoscere al mondo il garage. È uscita la title track dalle chitarre “stonesiane”.

Caribenya
Lido Pimienta
17 luglio
«Qualcuno mi ha detto che per me sarebbe stato impossibile realizzare un album “classico”, che lo potevano fare solo gli europei e invece l’ho fatto», ha detto la colombiana Lido Pimienta a proposito del precedente La belleza. «Caribenya è la controparte in cui riesco a essere meno intellettuale e a divertirmi di più. Con i miei amici sono più incline a collaborare, dato che di solito lavoro da sola, in un’atmosfera di allegria tipicamente caraibica. È un po’ come dire: “Vieni a trovarmi. Non c’è bisogno di fissare un appuntamento, basta che bussi alla porta”». Tra le persone che sono andate a trovarla c’è Nelly Furtado.

Emotional Junglist
Nia Archives
17 luglio
«È un disco alternative, non jungle», ha detto a Fader. Ed è diviso in due, un po’ come quello di Olivia Rodrigo: nella prima parte i pezzi sull’inizio della relazione, nella seconda quelli sul post rottura. Il tutto si chiude col singolo Boys in Blue ispirato a quando il suo ex ha rotto con lei poche ore prima di un’esibizione a un festival a Londra. «È il mio dito medio alzato, il mio modo di dire: “Sei un fallito e hai rovinato tutto”». Tra gli altri pezzi, Danger nata da una session di scrittura per Rihanna, Vertical, Tender con Sampha e Get Me Down con Jorja Smith.

Music, Fashion, Film
Charli xcx
24 luglio
Un disco diverso da Brat perché, come ha spiegato nella nostra cover story, «tutti i miei dischi funzionano per reazione, si respingono a vicenda ed è proprio questo il filo conduttore. Ho sempre saputo che non avrei mai più fatto un disco del genere. Fare due volte la stessa cosa non mi dà alcuna soddisfazione». E non è nemmeno un disco rock, nonostante il singolo Rock Music. Se Brat è stato lodato per l’estrema vulnerabilità espressa nei testi, nel nuovo album Charli va ancora più a fondo. «Pensavate che Brat fosse un diario?», dice il produttore A. G. Cook. «Questo sta a un altro livello». Notevole la copertina con John Cale (Music), Marc Jacobs (Fashion) e Martin Scorsese (Film).

Reality Awaits
The Strokes
24 luglio
Previsto per il 26 giugno, poi rimandato al 24 luglio a quanto pare per sincronizzare l’uscita digitale con quella fisica, è il primo album degli Strokes da The New Abnormal del 2020. I primi due singoli usciti, Going Shopping e Falling Out of Love, sono stati criticatissimi anche per l’uso di Auto-Tune da parte di Julian Casablancas. Albert Hammond assicura che «è il mio disco preferito tra quelli che abbiamo fatto». Vedremo. Di sicuro nel tour non ci sarà Nick Valensi, sostituito «temporaneamente» da Steve Schiltz. A questo link la storia della copertina “appropriazionista”.

Little Miss Twain
Shania Twain
24 luglio
Dopo le date in apertura di Harry Styles (grazie alla mamma dell’inglese, che è fan), la foto assurda con gli Angine De Poitrine e il singolo Dirty Rosie, questo potrebbe essere l’album del revival di Shania “That Don’t Impress Me Much” Twain. Lei lo ha presentato come «un omaggio alle mie radici, alla mia gioventù e a mia madre».

The Thread
Willow
24 luglio
«Si raggiungeranno livelli superiori di coscienza!», scherza Willow nel presentare il suo nuovo progetto che arriva a cinque mesi di distanza da Petal Rock Black ed è stato anticipato dal singolo Talk On The Hill. Lo ha descritto come un album «devotional». Un comunicato ne parla come di un disco che «esplora il divino femminile, l’evoluzione spirituale e il legame dell’umanità con la coscienza superiore», nientemeno. Ascolteremo. Lei, nel caso non lo sappiate è la figlia di Will Smith e Jada Pinkett Smith, ha 25 anni e prima di The Thread ha già pubblicato otto dischi più uno in collaborazione con Tyler Cole.

Petal
Ariana Grande
31 luglio
Il ritorno alla musica con un disco che Ariana Grande ha descritto come più «selvaggio» dei precedenti, nel senso che rappresenta emozioni che in precedenza non ha affrontato perché «troppo cauta o educata». Questo album «è un po’ come dire: fuck it». Qui c’è Hate That I Made You Love Me scritta con Max Martin e Ilya Salmanzadeh.

The Outlaw Cherie Lee & Other Western Tales
Shaboozey
31 luglio
Un concept album, una specie di western sonoro che si muove tra country, pop, hip hop e Americana e che gira attorno alla storia di Cheri Lee. Dopo aver assistito all’omicidio del padre sceriffo si lancia nella vendetta e si innamora di un fuorilegge fatalmente legato al mondo che vuole distruggere. Il primo pezzo è Born to Die.

Who Asked?
Domi & JD Beck
31 luglio
«Bringing it like noone else» scrive Flea sotto la notizia dell’uscita di una nuova raccolta di performance scritte, arrangiate, prodotte, orchestrate ed eseguite dai due ragazzi prodigio del jazz senza etichette. In un pezzo, Had Enough, c’è Anderson .Paak e c’è anche un Concertino per piano, batterista e orchestra. Non sapete chi sono? Leggete qui.
Antonio Santini for SANREMO.FM
