Articolo di Marzia Picciano | Foto per gentile concessione di Valeria D’Eugenio
Torniamo a sospendere il normale andamento del tempo, a fine agosto, di nuovo, per la nostra ordinaria festa.
Quella che si svolge tra il 19 e il 22 di agosto di quest’anno, a Roseto degli Abruzzi, per il Transumare Fest. Per la terza volta: i nostri eroi della costa adriatica si fanno grandi, hanno superato la seconda ontologicamente difficilissima prova (con 12mila presenze) e il 18 maggio arrivano a Milano, al BASE, per presentare alla città del business della musica & non solo quello che è il programma, l’idea dell’edizione 2026.
È ora di fare qualche salto in avanti. O cambiamento. Ma non troppo.
Come RockOn è dall’inizio dell’avventura che seguiamo i ragazzi di (o meglio dell’Associazione di Promozione Sociale) Rosangeles che da tre anni impegnano i loro mesi a costruire una macchina nata, ricordiamo, come la volontà di fare una festa che mettesse insieme terra e mare, cantautorato da formazione holdeniana per millennial ed elettronica d’oltremanica. E che è riuscita a portare sulla costa abruzzese artisti in fase di ascesa come i Dov’è Liana e Ok Giorgio ma anche nomi certi come Cosmo, Venerus, Tre Allegri Ragazzi Morti, 99 Posse, i Management Del Dolore Post Operatorio (esattamente con il nome per esteso).
Ovviamente senza dimenticare i tentativi che sono più tentazioni e amori personali da far amare a un pubblico, come fanno davvero i costruttori di comunità: vedi DVS1 e Alexander Robotnick per Nicola Di Sante (Nicky Macha), i Queen of Saba, Cellini e Marco Castello, l’ipotesi – quasi – assurda di Omar Souleyman e il caso di Pietro Mio, praticamente adottato dal festival.
Anche quest’anno si è fatto lo stesso. Se dicono di aver avuto la fortuna di poter accogliere nell’idea di Transumare quelle che sono le band che amano, posso dire lo stesso anche io: di aver potuto vedere come da una serie di ascolti quasi compulsivi o d’abitudine si sia arrivati dire “ok, vogliamo loro” e così è esattamente andata per la prima conferma della line up, i valenciani Spammerheads, fautori di un’EDM dura e oscura.

Eppure non è un caso che abbiano voluto aggiungere al nome del festival una piccola chiusura: la Metamorfosi, che è pure il tema di quest’anno. Come per ogni saga che si rispetti, arrivati al terzo atto bisogna mettere un punto, tesi antitesi e sintesi, e chi l’ha detto che non si arrivi a risultati nuovi, ma non totalmente inaspettati?
Mantenere l’identità nella Metamorfosi
“Crediamo che dopo tre anni Transumare Fest da ‘bruchettò possa arrivare a spiccare il volo verso nuovi orizzonti senza dimenticare i lidi da cui viene” dice Luca Marini, co founder del festival e membro del collettivo di sei persone che in parte sul palco, in parte dietro le quinte, lavora per un’iniziativa nata dal basso e continuamente protratta verso il suo territorio. “È una Metamorfosi nella misura in cui rimangono i capisaldi che sono il nostro legame del territorio, il mare, la nostra comunità, quello che noi siamo e i nostri valori.”
La metafora dell’area del festival che a fine agosto da prato di area da parcheggio si trasforma in playground per più di tremila persone a sera è abbastanza indicativa. “Dall’altro lato è un anno di cambiamento in tanti sotto tanti punti di vista. Sicuramente di sperimentazione verso nuovi generi musicali, facciamo molto più jazz, ci sarà la prima apertura verso urban rap con contenuti che ci piacciono molto”.

La line up 2026 oltre a essere estremamente ricca punta a un concetto di contaminazione estremamente evidente. Solo per dire, tra i rappresentanti della linea più alternativa spiccano i nomi di certezze internazionali come Egyptian Blue, che l’Italia l’ha già vista l’anno scorso in Sicilia, all’Ypisgrock (a conferma che nella traiettoria della metamorfosi Transumare vuole andarsi a posizionare sul segmento del boutique festival, se così si può dire, o meglio: di un format che non si limiti a servire nomi, ma a dare contenuti e input), e i Deki Alem, duo svedese post punk a btp accelerati (qui al Transumare e all’Ypsi quest’anno, pure).
Si passa per il cantautorato di Giorgio Poi, quello elettronico di MACE e appunto la quota rap di Tutti Fenomeni e Dutch Nazari, con le irruzioni energico-energetiche dei SI!BOOM!VOILA! e dei Selton. E sto parlando di solo una parte del tutto: perché non sto includendo tutti quelli di cu i nostri si sono “innamorati” come Arya, svegliaginevra, Faccianuvola, Giovanni Ti Amo.
“L’ecletticità della nostra ricerca musicale è un grande valore, d’altra parte inevitavilmente vogliamo rimanere fedeli al nostro pubblico. Attingiamo a piene mani dal mondo dell’indie italiano e quest’anno siamo andati a catturare tutte le novità, ma anche i nomi e i volti storici. E capiamo che stiamo facendo bene: stiamo vedendo anche la risposta di un pubblico ormai affezionato, che è una cosa stupenda, perché abbraccia i nostri valori, perché offriamo un qualcosa di, non dico unico perché è presuntuoso, ma nuovo e innovativo. Ma questo è sicuramente un pubblico affezionato a noi per le scelte musicali che facciamo, ben precise”.
Basta prendere un nome carissimo a Nicky, Soichi Terada, che molti conoscono più per le colonne sonore di Ape Escape e che è una data unica quest’anno in Italia, o i Paranoid London, ma che testimoniano come ogni anno Transumare ospita un nome di peso dell’EDM che non strizza l’occhio ai piacionismi del momento. Ma appunto, si vuole ‘guidare’.
“Soprattutto sul mondo dell’elettronica vogliamo provare a differenziarci da quello che fanno aree gli altri festival assimilabili in Italia e quindi siamo andati a cercare delle offerte molto particolari, di nicchia molto che vanno, in alcuni casi, come gli Spammerheads, anche verso le sonorità molto forti, non marittime sicuramente. O il drum’n’bass spinto dei Deki Alem. Ma anche Egyptian Lover, che è un artista simbolo dell’elettronica, ma non ha in Italia una storicità di così tante date.”

A casa e nello spazio, grazie alla musica
Con Transumare nello Spazio si apre il festival anche dal punto di vista temporale.
“Proveremo a portare musica di qualità a livello un pò più alto, anche oltre i quattro giorni di festival, per creare altre situazioni di densità fuori da quello che è il nostro piccolo mondo fatato” spiega Luca poi anche al pubblico in sala. Come
Impostando una data in larga apertura, 1mo agosto, che sia una sorta di altra giornata di festival, questa volta in uno spazio meno evocativo, il palazzetto dello sport di Roseto, di cui sappiamo già l’headliner, ovvero Nicolò Contessa (un ritorno in loco, dal 2016). Una scelta, o meglio, una volontà non scontata: quello de I Cani, dicono, è proprio il progetto che ha segnato la nostra generazione, da cui anche chi pensa e idea il festival parte nel suo ragionamento, nel creare un concept. Da affiancare poi a nomi ancora per poco insvelati.
Una delle sfide principali per il festival e i suoi fautori non è stato tanto trovare il tema, quasi naturale per loro, della metamorfosi, quanto accettarla e integrarla: nel collettivo sono cambiate due persone, ed è stato importante riuscire a ritrovarsi sulla stessa linea. Due persone su sei, dicono Luca e Flavia Trafiletti, altra co-founder del festival, è una quota rilevante. “Sono due teste pensanti. Bisogna mantenere l’equilibrio, mentre si prende una ventata di aria fresca. E si deve rimanere attenti a non snaturarci. Anche perché per quanto ci diamo dei ruoli, tra di noi tutti facciamo tutto. Imparo ogni settimana un mestiere diverso”.
La rivincita del territorio, con amore (e concretezza)
Oltre alla community degli “user” del festival, ormai Transumare, nel suo avanzare e cambiare, è una realtà ormai conosciuta. “Siamo tutti insieme abbastanza riconoscibili ormai” continua Luca. “La cosa interessante, secondo me, è che (il festival n.d.r.) è apprezzato come evento da persone di tutte le età, anche da chi magari non ascolta quel tipo di musica, però ne riconoscono il valore… e si rende conto, finalmente, che i giovani si possano divertire senza fare nulla di male, come si pensava nel primo anno…”
Non è solo un tema di singola iniziativa. “Un’altra cosa bella, questa a livello di territorio, è che noi, da ultimi arrivati come eventi in Abruzzo, siamo entrati in questa specie network di altri festival non ufficiale, non formalizzato, o meglio non ancora, anche se ci piacerebbe lo fosse”. Si parla di Remind Festival, Dlen Dlen, Paesaggi Sonori, Sunny People Festival, Diorama, tutte iniziative dal basso che mirano esplicitamente a rilanciare, tramite concept di trasformazione culturale, territori locali.
È qualcosa che sicuramente Transumare fa, sia concretamente, lavorando sul territorio, ma anche artisticamente: lo ha fatto con Cellini, l’anno scorso, autore belga con origini marchigiano-abruzzesi di percussioni elettroniche legate alla tradizione appenninica, e quest’anno con gli Atabasca, trio psych-funk cinematico abruzzese, di cui Luca si è innamorato. Ma anche convincendo Giorgio Poi a portare il suo set di archi sul palco modulare de L’Origine, frutto di due architetti abruzzesi in studio a Rotterdam, o figure storiche della scena locale come Andrea Fabrizii a venire a Milano per la presentazione, mettere dischi insieme al live di Assurditè.
“Ci piacerebbe essere promotori di un’iniziativa che accomuna altre realtà, individui e entità che organizzano festival in un territorio comunque piccolo, decentralizzato come l’Abruzzo, che però vediamo sta vivendo un’epoca di Rinascimento.” Ne è nato una sorta di sodalizio, non scontato. “Sono stati, in realtà, i primi ad aiutarci, perché sono persone che hanno più esperienza, fanno musica ed eventi da tanti anni”.
È una risposta di resistenza che, grazie a Dio, non ha assolutamente niente a che vedere con la retorica del Sud Italia sbattuta in faccia da influencer alla ricerca di experience. Le esperienze che Transumare propone come side activities come i trekking sono coordinate con la presenza dell’ente locale del turismo ma non hanno intenzione di creare trappole per turisti. Ma sono parte del format, come i richiestissimi trekking quest’anno diretti a Rocca Calascio.

Transumare per il sociale: l’eredità di Sintonie
Nel 2025 l’ASP Rosangeles vinceva un bando regionale per realizzare Sintonie, l’iniziativa di innovazione sociale e accessibilità mirata ad abbattere le barriere culturali e fisiche per rendere il festival uno spazio realmente inclusivo e aperto a tutti. Un pensiero non immediato nella fruizione di festiva.
Il bando, dice Francesca Marini, che è anche istruttore per Special Olympics Italia e segue direttamente l’iniziativa “ci ha dato l’opportunità di aprirci a questo tema e di coinvolgere esperti come Pamela e Paolo che ci hanno dato una mano enorme a contattare anche altre persone che lavorano in questo settore. È stata prima di tutto una crescita nostra come collettivo, nel porci delle domande in ogni occasione, in ogni situazione: quanto i nostri spazi, quanto ai nostri eventi, quanto la nostra comunicazione sia effettivamente accessibile.”
Hanno organizzato laboratori per ragazzi, persone di tutte le età, con e senza disabilità. “Nicky ha fatto un laboratorio, si è innamorato, ci ha messo un entusiasmo incredibile. Ora che il bando è concluso c’è la voglia da parte tutti di portare avanti questo progetto. Abbiamo raccolto dati da moltissime interviste che l’anno scorso non avevamo. Avevamo lavorato per ipotesi. Quest’anno cercheremo il tutto di applicare il più possibile durante i nostri eventi e ci piacerebbe anche continuare a fare questi laboratori, indipendentemente dal bando”.
Sono diventati un pò un’esempio da seguire, sono stati contattati da altre realtà. Anche se la verità, come dice Flavia, è che c’è poca rete su questo tema. Servirebbero più azioni e sinergie, non che manchino gli specialisti, ma sono lontani dal mondo dei festival. Transumare ha aperto una piccola grande porta.
Il concerto de I CANI si terrà il 01 Agosto 2026 allo Stadio comunale Fonte dell’Olmo, mentre TRANSUMARE FEST il 19·20·21·22 Agosto 2026 nell’area Transumare Fest. Mercoledì 19 Agosto l’ingresso sarà ad offerta libera.
Si potra’ accedere regolarmente nei giorni 20·21·22 Agosto sia con i singoli biglietti che con l’abbonamento 3-Days.
Xceed è l’unica piattaforma ufficiale per l’acquisto dei biglietti.
Daniel D`Amico for SANREMO.FM
